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Pensieri Preparatori per la Riflessione

CONFERENZA DELLA SCUOLA ARCANA 2007

Nota chiave: Il gruppo riveli il fatto del Regno di Dio, la Gerarchia planetaria.

Il lavoro da svolgere è semplice. In questo momento l’aspetto più importante di questa fondamentale unità sottostante tutte le forme, sul quale gli operatori d’oggi devono immediatamente porre l’accento, è il fatto dell’esistenza del regno di Dio, o della Gerarchia planetaria. I cittadini di quel regno e i membri di quella Gerarchia provengono da ogni nazione, partito politico, gruppo sociale, culto religioso e da ogni organizzazione, qualunque siano gli obiettivi che esprimono, e l’universalità del campo da cui queste persone emergono dimostra la loro fondamentale unità. Quando questa unità assumerà le adeguate proporzioni agli occhi del genere umano, ne seguirà una reale sintesi.

Perciò in questo momento vien lanciato un appello ai lavoratori gerarchici affinché rivelino con enfasi maggiore il fatto della Gerarchia. Questo se fatto su larga scala e con l’organizzazione adatta — distruggerà in gran parte le attuali strutture mondiali nel campo della religione, dell’economia e della politica; tutto ciò sta già accadendo. Un’accresciuta pressione da parte di tutti coloro che riconoscono la natura reale del regno di Dio soggettivo e interiore, produrrà risultati stupefacenti. Questo regno, tramite il suo potere maggiore (una qualità della sintesi, potéste solo rendervene conto) sta riunendo entro di sé uomini e donne di tutte le nazioni e di ogni parte della Terra.

Li assorbe in sé, non perché sono ortodossi o religiosi nel senso del termine generalmente accettato, ma a causa della loro qualità. Simultaneamente, aumentando il loro numero, avviene un movimento inverso. Alcuni si esternano sul piano fisico e lo fanno in gruppo al fine di dimostrare la natura reale del mondo di unità nel quale sono riusciti a penetrare. Manifestano perciò l’unità e la sintesi in modo così semplice, che ovunque gli uomini potranno comprenderle. Il Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo è l’avanguardia del regno di Dio, la prova vivente dell’esistenza del mondo dell’Unità spirituale. (I Raggi e Le Iniziazioni, pp. 300-01).

Molto è già stato fatto per familiarizzare il pubblico in genere con il concetto della Gerarchia. Gran parte di ciò è stato fatto in maniera tale da gettare discredito sull’intero soggetto, come ben sapete. I gruppi che attualmente si occupano della diffusione dell’insegnamento occulto faranno bene a cambiare i loro metodi se, dietro alla loro ignoranza pronunciata e all’amore dello spettacolare esiste vera fede e un reale desiderio umanitario. Le informazioni relative alla Gerarchia dovrebbero seguire queste linee:

1. Si dovrebbe porre in risalto l’evoluzione dell’umanità prestando attenzione particolare alla sua meta, la perfezione. Questa non è la perfezione idealistica del mistico visionario, ma il dominio dello strumento, l’uomo incarnato, da parte dell’anima che vi dimora e lo adombra. Si dovrebbe insegnare sempre di più la costituzione dell’uomo.

2. Si dovrebbe insegnare il rapporto dell’anima individuale con tutte le anime e con esso il riconoscimento che il lungamente atteso regno di Dio è semplicemente l’apparizione sulla terra di uomini governati dall’anima, nella vita di tutti i giorni e a tutti gli stadi di quel governo.

3. Dal riconoscimento di questo rapporto si potrà allora dedurre il fatto della Gerarchia spirituale e mettere in evidenza la normalità della sua esistenza. Apparirà il fatto che il Regno è stato sempre presente, ma è rimasto senza riconoscimento a causa delle relativamente poche persone che, finora, ne hanno espresso la qualità.

4. Quando questo riconoscimento sarà generale, anche l’idea (in questo momento permanentemente presente ovunque nella coscienza umana) e il buon senso renderanno testimonianza del fatto della presenza di Coloro che hanno raggiunto la meta. La loro dimostrazione di divinità sarà considerata normale, come costituente un obiettivo universale, e come garanzia del futuro conseguimento dell’umanità; potranno allora essere indicati i gradi di quest’espressione divina, da quello del discepolo in prova, attraverso i discepoli, a Coloro che hanno conseguito la maestria, fino ad includere il Cristo.

5. In questo modo l’idea o il concetto dell’esistenza dei Maestri in presenza corporea sarà gradatamente inculcato e fermamente accettato; si svilupperà un nuovo atteggiamento verso il Cristo, che includerà tutto il meglio di ciò che il passato ci ha dato, ma che integrerà gli uomini in un accostamento più sano e accettabile all’intero problema.

6. Verrà il momento in cui il fatto della presenza in terra del Cristo quale Capo della Gerarchia e Direttore del Regno di Dio sarà accettato; gli uomini si renderanno anche conto della verità dell’affermazione attualmente rivoluzionaria che Egli non ha mai lasciato in alcun momento la terra.

7. Si porrà sempre maggiormente l’accento sul Piano che si sviluppa, e gli uomini saranno portati a riconoscerlo con lo studio della famiglia umana, con un’attenta considerazione dei processi storici, e con l’analisi comparativa delle civiltà e delle culture antiche e moderne. Il filo del proposito sarà osservato e seguito attraverso i secoli, integrando non solo la storia completa della rivelazione delle qualità divine tramite l’umanità, ma integrandovi tutte le filosofie del mondo, il tema centrale di tutta l’arte creativa, il simbolismo dell’architettura e le conclusioni della scienza.

Questo accostamento al fatto centrale dell’evoluzione umana (la crescita costante della divinità e la rivelazione dei poteri divini tramite l’uomo) compenserà la presentazione fantasiosa e fantastica della Gerarchia che ha colorato tutti i movimenti occulti e le varie presentazioni teosofiche e rosacrociane. Il soggetto sarà presentato in maniera accettabile e ragionevole. Non sarà un processo lento, ma il contrario. Gli effetti dei vecchi e sciocchi modi di presentare il soggetto ha grandemente ritardato il lavoro previsto. Tuttavia, in futuro gli uomini accetteranno rapidamente e con riconoscenza ciò che è ragionevole e che ha le radici nel passato, che è dimostrato dalla storia e presenta una vera e possibile speranza per il futuro.(Esteriorizzazione della Gerarchia, pp. 588-89).

Ci si può attendere che il Cristiano ortodosso dapprima rifiuterà le teorie relative al Cristo presentate dall’occultismo; nello stesso tempo il medesimo cristiano ortodosso troverà sempre più difficile indurre le masse intelligenti ad accettare l’impossibile e fragile Cristo che il cristianesimo storico ha sostenuto. Un Cristo presente e vivente, conosciuto dai suoi seguaci, dirigente forte e abile e non vittima dolce e sentimentale, Che non ci ha mai lasciati ed ha operato per duemila anni tramite i suoi discepoli, gli uomini e le donne ispirati di tutte le fedi, di tutte le religioni e di tutte le denominazioni religiose; Che non sa che farsene del fanatismo o della devozione isterica, ma ama tutti gli uomini con persistenza, intelligenza e ottimismo; Che vede in tutti loro la divinità e che comprende le tecniche dello sviluppo evolutivo della coscienza umana (mentale, emozionale e fisica, che produce le civiltà e le culture adatte al punto d’evoluzione particolare): queste sono le idee che il pubblico intelligente potrà accettare e accetterà.

Essi lavoreranno e prepareranno condizioni mondiali nelle quali Cristo possa muoversi liberamente tra gli uomini in Presenza corporea; Egli non avrà quindi bisogno di rimanere nel Suo attuale ritiro in Asia centrale. Essi potranno e vorranno accettare con facilità l’unità di tutte le fedi quando la relazione tra il Buddha ed il Cristo sarà correttamente presentata; allora l’immagine di un Cristo che richiede una posizione unica, con l’esclusione di tutti gli altri figli di Dio, svanirà nella meraviglia della vera successione apostolica, nella quale molti figli di Dio, su raggi diversi, di diverse nazionalità e con diverse missioni, debbono essere storicamente visti condurre l’umanità lungo il sentiero della rivelazione divina e più vicini a Dio, la Fonte.

Temporaneamente il fatto di Dio Immanente assorbirà l’attenzione di tutti i veri istruttori spirituali, e il fatto dell’immanenza divina, che si fa sentire nella perfezione mediante il Cristo e gli altri rappresentanti divini, relegherà temporaneamente nella ombra l’insegnamento su Dio Trascendente. A questa verità maggiore è stato dato indebito rilievo, escludendo la più vicina e pratica verità di Dio in tutti gli uomini, e in tutte le forme di tutti i regni della natura; molto danno è derivato dal non aver messo in evidenza Dio Immanente. Più tardi, quando la verità del Cristo dimorante in ogni uomo e rivelato in perfezione dal Cristo storico e dai suoi Fratelli lungo le età sarà stata accettata, l’insegnamento di Dio Trascendente, che è il mistero segreto custodito da Shamballa, sarà rivelato e messo in rilievo. Le due metà di un Tutto perfetto saranno allora riconosciute dall’umanità.

La chiave della Gerarchia e della sua riapparizione sulla terra in forma fisica, e la conseguente materializzazione fra gli uomini del regno di Dio, è la semplice verità di Dio Immanente. È la chiave del processo evolutivo e l’eterna speranza di tutte le forme di tutti i regni della natura. Questa è la verità centrale, la verità convincente e la verità rivelante, che sarà alla base di ogni informazione relativa alla Gerarchia, e sarà distribuita dalla prossima generazione di discepoli. Se questa verità è un fatto passibile di dimostrazione, allora è dimostrato anche il fatto della Gerarchia ed è stabilita l’autenticità dell’esistenza eterna del regno di Dio in terra. (Ibid., pp. 589-91).

Cos’è la rivelazione immediata che gli iniziati e i discepoli del mondo cercano di portare all’umanità? Quale aspetto di questa essenziale unità cercano di rendere semplice ed evidente? Una delle cose più facili al mondo è dire (come ha fatto per esempio Krishnamurti) che la vita è una; che non esiste niente altro che l’unità. Questa è la formulazione banale di una verità antica, che oggi è un luogo comune occulto. Ma la vita non è ancora una in coscienza, per quanto possa esserlo già di fatto. La ragione di ciò è che la vita è sintesi amorevole in azione e di questa oggi ce n’è poca dimostrazione. Abbiamo la vita in attività, ma l’amore, basato sull’unità realizzata che conduce all’espressione della sintesi, è ancora assente. Però la visione di esso è all’orizzonte di molti, perché di questi giorni molti acquisiscono la facoltà di vedere e la luce affluisce. La Rivelazione verrà quando i discepoli e gli iniziati del mondo avranno perfezionato l’arte della rivelazione. (I Raggi e Le Iniziazioni, pp. 299-301).

Molti anni fa affermai, nel Trattato di Magia Bianca, che ero un iniziato di un certo ordine, ma che avrei serbato l’anonimato. A distanza di anni, per questo errore, sono costretto in apparenza a contraddirmi o ritrattarmi, mutando la mia linea di condotta. In realtà non è così. La diffusione dell’insegnamento modifica le circostanze, e le necessità dell’umanità richiedono a volte un accostamento diverso. Nulla è statico nell’evoluzione della verità. Da lungo tempo intendevo fare tutto il necessario per presentare la realtà della Gerarchia e dei Suoi membri al pubblico nel modo più preciso e interessante.

Anni fa dissi ad A.A.B. (e lo stesso fece anche il suo Maestro) che suo maggior dovere quale discepolo era di familiarizzare il pubblico sulla vera natura dei Maestri di Saggezza, per compensare l’erronea impressione che ne aveva ricevuta. Ella lo ha fatto in qualche misura, ma non nella piena estensione richiesta. A causa del discredito in cui l’intero soggetto era caduto per la falsa presentazione fattane da vari insegnanti e gruppi occulti, oltre che per ridicole pretese avanzate da ignoranti nei nostri confronti, A.A.B. se ne è ritratta. H.P.B., che la precedette, dichiarò in certe istruzioni mandate alla Sezione Esoterica della Società Teosofica che si rammaricava amaramente di aver citato i Maestri con i Loro nomi e funzioni. A.A.B. è della stessa opinione. I Maestri, come raffigurati dalla Società Teosofica, rassomigliano ben poco alla realtà; la testimonianza della Loro esistenza ha servito il suo scopo, ma molto danno è derivato da certe sciocchezze che a quel tempo si sono diffuse. I Maestri non sono come vengono raffigurati; non impartiscono ordini ai Loro seguaci (o piuttosto devoti) di fare questo o quello, per formare questa o quell’organizzazione, né usano indicare certi individui come aventi suprema importanza e stato gerarchico; Essi sanno benissimo che discepoli, iniziati e Maestri sono svelati dal loro lavoro, dalle loro azioni e dalle loro parole: devono dimostrare il proprio stato col lavoro compiuto.

I Maestri lavorano attraverso i Loro discepoli in molte organizzazioni; ma non esigono, tramite questi discepoli, l’implicita obbedienza ai membri dell’organizzazione, né escludono dall’insegnamento chi dissente dai sistemi o dalle interpretazioni dei capi. Non sono separativi, né avversano i gruppi operanti sotto altri discepoli o Maestri, e ogni organizzazione di cui Essi si interessano dovrebbe essere inclusiva, e non esclusiva. Essi non discutono sulle personalità, approvando questa o ripudiando quella semplicemente perché aderisce o meno ai metodi proposti dai capi. Non sono desiderosi di mettersi in mostra, e maleducati, come li presentano i capi mediocri di molti gruppi, né scelgono (come Loro discepoli consacrati e servitori importanti), uomini e donne che, anche secondo l’opinione comune, decisamente non sono all’altezza, o sono pieni solo di pretese, e bravi soltanto nell’attirare l’attenzione su se stessi. Un discepolo in prova può essere un devoto; l’accento è allora sulla purificazione e sul conseguimento di un’intelligente comprensione della fraternità e delle necessità umane; ma essere un discepolo accettato, direttamente guidato dal Maestro e attivo nel mondo, con influenza crescente, esige polarizzazione mentale, sviluppo del cuore e senso dei valori reali.

Sapendo ciò, e visti i deleteri effetti di tali insegnamenti sui Maestri, A.A.B. è andata all’estremo opposto per presentare la vera natura della Gerarchia, le sue mete e i suoi membri; ha sempre insistito sull’umanità e sul servizio — così come fa la Gerarchia stessa — anziché su un gruppo di Maestri che, anche se hanno trasceso gli usuali problemi della personalità e l’esperienza nei tre mondi, stanno ancora imparando e Si preparano (istruiti dal Cristo) a percorrere la “Via dell’Evoluzione Superiore”. Il nome datoci da alcuni discepoli del Tibet, offre un’indicazione sul nostro punto di conseguimento: essi chiamano la Gerarchia “Associazione di Menti organizzate e illuminate” illuminate da amore e comprensione, da compassione profonda e inclusiva, illuminate dalla conoscenza del piano, e miranti a comprendere il proposito, sacrificando il Loro immediato progresso per soccorrere l’umanità. Tali sono i Maestri.

Il secondo punto lo presenterò in forma di domanda. Che male c’è se si indica un Maestro e Lo si riconosce per tale, se le Sue opere Lo confermano tale e la Sua influenza è di portata mondiale? Dall’inavvertenza di A.A.B. che mi ha indicato come Maestro, è venuto del danno? Rispondo che i miei libri, conduttori del mio influsso, portano aiuto e assistenza in tutti i paesi; il lavoro della Buona Volontà da me proposto, e che F.B. porta avanti volontariamente, ha raggiunto letteralmente milioni di persone, mediante opuscoli e trasmissioni radio, l’uso della grande Invocazione, il lavoro dei Triangoli, le parole e l’esempio di uomini e donne di buona volontà.

Il terzo punto cui vorrei sottoporre alla vostra attenzione è che alla fine della guerra inizierà un nuovo ciclo in cui la realtà della Gerarchia e l’opera svolta dai Maestri — mediante i loro discepoli — devono essere indicati all’attenzione pubblica. Ovunque, i discepoli presenteranno sempre meglio al mondo il piano gerarchico di fratellanza, di vita spirituale e inclusiva; non ripetendo di continuo (come fanno gli stolti): “Il Maestro mi ha scelto”, o “Il Maestro mi guida” o “Io rappresento la Gerarchia”, ma con una vita di servizio, per mostrare che i Maestri esistono e sono conosciuti da molti dovunque; che il piano è di sviluppo evolutivo o di progresso educativo verso una meta spirituale intelligente; che l’umanità non è sola, ma che la Gerarchia vigila, che il Cristo è col Suo popolo, che nel mondo esistono molti discepoli, sconosciuti perché lavorano nel silenzio; che il Nuovo Gruppo di Servitori del Mondo esiste; che uomini di buona volontà sono presenti ovunque; che i Maestri non si interessano delle personalità, ma che impiegano uomini e donne di ogni atteggiamento, fede e nazionalità purché motivati dall’amore, intelligenti, di mente addestrata, magnetici e radianti, capaci di attirare alla verità e alla bontà, e non all’individuo sia esso un Maestro o un discepolo. Essi non sono interessati alla devozione personale, ma si impegnano unicamente ad alleviare le sofferenze, a promuovere l’evoluzione dell’umanità e a indicare le mete spirituali. Non cercano riconoscimenti per il Loro lavoro, né elogi dai Loro contemporanei, ma solo l’accrescimento della luce nel mondo e lo sviluppo della coscienza umana. (Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. I, pp. 787).

Tutto questo doveva compiere la sua opera sulle anime degli uomini prima che la nuova era potesse arrivare, portando con sé la Restaurazione dei Misteri e la riabilitazione dei popoli della terra. Le due cose vanno insieme. Questo è uno dei punti più importanti che cerco di esporre. La distruzione, la disintegrazione e le condizioni completamente caotiche esistenti in tutti i regni di natura durante gli ultimi cinquecento anni si sono infine esteriorizzate in corrispondenti condizioni fisiche. Questo è bene e desiderabile; indica il preludio di una costruzione migliore di un mondo più sano, la costruzione di forme di vita più adeguate e d’atteggiamenti umani più corretti, oltre ad un più sano orientamento verso la realtà. Il meglio deve ancora venire.

Ogni cosa viene rapidamente alla superficie, il buono e il cattivo, il desiderabile e l’indesiderabile, il passato e il futuro (poiché i due sono tutt’uno). L’aratro di Dio ha quasi compiuto la sua opera; la spada dello spirito ha separato un passato malvagio da un futuro radioso e “l’Occhio di Dio” li considera entrambi contributi utili; la nostra civiltà materiale sarà rapidamente sostituita da una cultura più spirituale; le nostre organizzazioni ecclesiastiche con le loro teologie che confondono e limitano saranno presto sostituite dalla Gerarchia con il suo insegnamento chiaro, positivo, intuitivo e non dogmatico che sta emergendo.

La Gerarchia è stata invocata e i suoi Membri sono pronti per un grande “atto di evocazione” in risposta al suono invocante dell’umanità e ad un preciso, anche se relativamente temporaneo, “atto di orientamento”. Ciò costringerà la Gerarchia a volgersi, di sua libera volontà, verso un nuovo e più stretto tipo di rapporto con l’umanità. Questo periodo di orientamento terminerà quando una potente Gerarchia terrena eserciterà di fatto e all’esterno, il potere sulla terra, operando in tutti i regni della natura e producendo così (nei fatti) l’espressione del Piano divino. Questo Piano è attuato per mezzo dei membri anziani della Gerarchia, che invocano le “Luci che compiono la volontà di Dio”; Essi stessi sono invocati dai Portatori di Luce, i Maestri, i quali, a loro volta, sono invocati dagli aspiranti e dai discepoli del mondo. Così, la catena della Gerarchia non è che una singola linea di vita lungo la quale scorrono l’amore e la vita di Dio, da Lui a noi e da noi a Lui.(I Raggi e Le Iniziazioni, pp. 135-36).

Il Regno di Dio o delle Anime, caratterizzato dal potere e, di conseguenza, dall’aura e dall’emanazione radiosa dell’amore, è definitivamente ancorato sulla Terra e penetra sempre più pienamente e con successo nei tre mondi dello sforzo prettamente umano. Nel regno degli uomini sono sempre esistiti punti di avanguardia; sono sempre esistiti individui in tutte le parti del mondo, nelle religioni e in altri gruppi costruttivi, coscientemente collegati con le loro anime, e di conseguenza con la Gerarchia. In tutti i paesi sono sempre esistiti coloro che hanno sviluppato ed espresso la coscienza cristica, che è comprensione amorevole e intelligente servizio vivente; non ha importanza con quali parole o quale terminologia abbiano espresso il grandioso evento spirituale di cui erano coscienti. Però, dal punto di vista della popolazione del mondo, è il quarto regno della natura che domina in ogni campo di pensiero e di attività, e non il regno di Dio o delle Anime.

Oggi, come risultato del risveglio spirituale iniziato nel 1625, che ha posto l’accento su un’educazione più vasta e generale e su una rivolta contro l’imposizione dell’autorità clericale, la radiazione proveniente dal mondo delle anime si è intensificata grandemente e il regno di Dio diventa parte integrante dell’espressione del mondo esteriore manifesto. Questo si verifica per la prima volta nella lunghissima storia dell’umanità.

L’effetto di questa radiazione o aura magnetica, è ora talmente esteso che non serve più dire che occorre introdurre il regno di Dio e la sua manifestazione sulla Terra. Esso si sta già manifestando e la sua aura è mescolata con le aure mentali, astrali ed eteriche del genere umano. Manca solamente il riconoscimento, ma (ed è un elemento degno di nota) è trattenuto finché il regno delle anime non sarà più soggetto alle limitate pretese di qualunque chiesa, religione od organizzazione; molti affermeranno (come hanno fatto da sempre) che l’ingresso nel Regno di Dio si può trovare solamente attraverso il loro particolare gruppo separatistico. Il Regno di Dio non è Cristiano o Buddista, né concentrato in qualsiasi altra religione del mondo od organizzazione esoterica.

È semplicemente e solamente ciò che dice di essere: un vasto gruppo integrato di persone infuse dall’anima, che irradiano amore e intento spirituale, motivate dalla buona volontà e radicate nel regno umano, come il regno umano è radicato nel regno animale, da cui si è distaccato.(Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. II, pp. 406-08).

Il vostro scopo spirituale è l’instaurazione del Regno di Dio. Uno dei primi passi in questa direzione è il preparare le menti degli uomini ad accettare il fatto che la riapparizione del Cristo è imminente. Dovete dire agli uomini, dappertutto, che i Maestri e i loro gruppi di discepoli stanno lavorando attivamente per trarre ordine dal caos. Dovete dir loro che ESISTE un Piano e che nulla potrà in alcun modo arrestare la realizzazione di quel Piano. Dovete dir loro che la Gerarchia sta salda e così e stata per migliaia d’anni, ed è l’espressione della saggezza accumulata delle età. Sopra ogni altra cosa dovete dir loro che Dio è amore, che la Gerarchia è amore, e che Cristo verrà perché ama l’umanità.

Questo è il messaggio che dovete portare in questo momento. È con questa responsabilità vi lascio. Lavorate, fratelli miei.(Esteriorizzazione della Gerarchia, pp. 701).

L’umanità sta rapidamente avvicinandosi al punto in cui la volontà unita sarà il fattore determinante di ogni vicenda, e questo sarà dovuto allo sviluppo della mente, grazie al processo evolutivo. È proprio qui che saranno fatti, e già si compiono molti esperimenti, e certo molti saranno gli errori. Perciò soprattutto occorre in questo momento educare rapidamente al Piano ed alla natura delle forze che dominano l’evoluzione e ne sono gli agenti direttivi. La realtà della Gerarchia deve essere, annunciata in termini espliciti, destando interesse, indagine e pubblico riconoscimento.(Il Destino delle Nazioni, pp. 36).

Gli studenti devono ricordare che la devozione al Maestro o al Sentiero non bastano. I Grandi Esseri cercano dei collaboratori e lavoratori intelligenti, non la dedizione alla loro personalità, e possono fare maggiore affidamento su uno studente che cammina indipendentemente alla luce della sua anima, che non sul devoto fanatico. La luce della sua anima rivelerà all’aspirante serio l’unità sottostante a tutti i gruppi e lo metterà in grado di eliminare il veleno dell’intolleranza, che macchia e ostacola così tanti; gli farà riconoscere gli elementi spirituali fondamentali che guidano i passi dell’umanità; lo costringerà a perdonare l’intolleranza, il fanatismo e la separatività che caratterizzano le menti ristrette e i principianti sul Sentiero, e lo aiuterà ad amarli così tanto, che essi cominceranno a vedere in modo più reale e ad ampliare il loro orizzonte; lo metterà in grado di giudicare realmente il valore esoterico del servizio, e soprattutto gli insegnerà a praticare quell’innocuità che è la caratteristica preminente di ogni figlio di Dio. (Esteriorizzazione della Gerarchia, pp. 19-20).

La seconda mossa della Gerarchia, vi dissi, sarebbe stato di imprimere nelle menti di tutti gli uomini illuminati le idee spirituali contenenti le nuove verità, per mezzo della “discesa” (se così posso chiamarla) dei nuovi concetti che governeranno la vita umana e con l’adombramento di tutti i discepoli del mondo e del nuovo gruppo di servitori del mondo da parte del Cristo stesso. Vi ricorderete come nel racconto biblico il Cristo evocò simbolicamente il riconoscimento di Giovanni Battista e rivelò le cose del Regno di Dio ai Discepoli che andavano a Emmaus, sebbene non riconoscessero il loro compagno. Anche questa mossa prevista dalla Gerarchia progredisce bene; dappertutto ed in ogni settore della vita, uomini e donne enunciano queste nuove verità che in futuro dovrebbero guidare la vita umana; essi costituiscono le organizzazioni, i movimenti ed i nuovi gruppi, grandi o piccoli, che familiarizzeranno le masse con la realtà del bisogno ed il modo di soddisfarlo. Lo fanno perché vi sono spinti dal calore dei loro cuori e dalla risposta amorevole alla sventura umana; senza formularlo a se stessi in questi termini, operano nondimeno per rendere visibile il regno di Dio in terra. (Ibid., pp. 601).

La preparazione dei membri degli Ashram che si trovano nella Gerarchia, che devono emergere dai loro ritiri per vivere fra gli uomini nei normali rapporti della vita quotidiana, ha richiesto molte discussioni ed ha istituito un rigido sistema di formazione in seno agli Ashram. Non posso parlare della natura di questa formazione, perché differisce secondo il raggio dei discepoli ed il tema a questo punto è troppo vasto per il nostro scopo. Il problema è stato di come conservare il rapporto sensibile e di simpatia e porre le basi per un’identificazione inclusiva superiore, conservando nello stesso tempo un distacco spirituale che consenta al discepolo di compiere il lavoro necessario liberamente, senza essere ostacolato dalla sofferenza, dall’ansietà o dall’attività di pensiero evocata dalle menti e dai desideri di coloro con i quali lavora. (Ibid., pp. 690-91).

Questo è tutto ciò che posso darvi in questo momento circa la parola e l’ingiunzione date all’iniziato: Rivela. Vorrei far notare che non è compito suo rivelare il mondo dei simboli. I cinque sensi e il principio mentale sono adeguati a farlo. Non è suo compito rivelare il mondo del significato. Per far questo è sufficiente il discepolo che lo interpreta mentre sviluppa la coscienza dell’anima. Suo compito è rivelare il mondo delle significanze, il mondo della realtà e della verità essenziale. Grazie al successo del processo evolutivo, quest’ultimo compito sta crescendo e il prossimo periodo immediato richiederà un numero sempre maggiore di rivelatori iniziati. Non dimenticate che l’appello invocativo della massa degli uomini e la formulazione intelligente di richiesta da parte di chi è pronto ad avanzare con intelligenza, richiameranno necessariamente la risposta occorrente e i necessari rivelatori della realtà. (I Raggi e Le Iniziazioni, pp. 303).

La chiave della Gerarchia e della sua riapparizione sulla terra in forma fisica, e la conseguente materializzazione fra gli uomini del regno di Dio, è la semplice verità di Dio Immanente. È la chiave del processo evolutivo e l’eterna speranza di tutte le forme di tutti i regni della natura. Questa è la verità centrale, la verità convincente e la verità rivelante, che sarà alla base di ogni informazione relativa alla Gerarchia, e sarà distribuita dalla prossima generazione di discepoli. Se questa verità è un fatto passibile di dimostrazione, allora è dimostrato anche il fatto della Gerarchia ed è stabilita l’autenticità dell’esistenza eterna del regno di Dio in terra. (Esteriorizzazione della Gerarchia, pp.591).

Non dimenticate che dietro a tutte sta Colui che chiamiamo il Signore del Mondo. Quando tutti questi esperimenti temporanei saranno compiuti, e l’umanità sarà stata condotta in coscienza da uno stadio di comprensione ad un altro e a riconoscere l’interrelazione, allora sarà stabilito sulla Terra il regno di Dio, e il Signore del Mondo mediante la Gerarchia produrrà quella vivente e sintetica risposta creativa della natura, di cui l’umanità fa parte, che consentirà ad ogni regno di rivelare appieno la gloria di Dio. Shamballa opererà con la Gerarchia, e questa a sua volta raggiungerà i vari regni della natura per mezzo dell’Umanità, la quale assumerà la sua funzione preordinata. Tutto avviene per questo. Il tempo della maturazione è relativamente assai lontano, ma nel frattempo l’umanità sperimenta o è soggetta ad esperimenti; sfrutta o è sfruttata; impara le lezioni dell’obbedienza coatta o i pericoli della licenza egoistica; è vittima in ogni paese, senza eccezione, di personalità potenti, o (senza eccezione) è guidata nella direzione giusta da emissari e discepoli sia di Shamballa che della Gerarchia. Ogni vantata libertà o dominio non è altro che una sua reazione temporanea spinta com’è da idee, dominata da ideali, mossa dall’egoismo, impregnata d’odi, ma tuttavia in lotta per esprimere le qualità migliori e più elevate, e liberarsi dalla schiavitù del male antico dei vecchi codici, e dalla maledizione delle antiche abitudini di pensiero e di vita. È quel che avviene dietro le quinte dell’umanità nel suo insieme, che importa; è lo sviluppo della coscienza umana, che conta per la Gerarchia, e ciò che risponde alle condizioni attuali in ogni paese. Posso assicurarvi che sotto la pressione della vita moderna, per la tensione imposta dalle condizioni e dalla civiltà attuale insieme al terrore degli eserciti in marcia, al rombo delle voci ed alla costrizione economica mondiale, la coscienza umana sta rapidamente risvegliandosi dal suo lungo sonno. Quella grande realtà fondamentale che chiamate “la mente umana” comincia appunto a concentrarsi sulle cose che contano, e ad esprimersi in modo vivo. Questo è ciò che importa, e non gli avvenimenti di un paese particolare.(Il Destino della Nazioni, pp.24-26

Certe precise ragioni mi hanno incoraggiato a mettere queste istruzioni a disposizione degli aspiranti ovunque si trovino, col consenso di coloro cui furono dirette. Una è la necessità di sottoporre al pubblico in genere il fatto dell’esistenza della Gerarchia, i cui Membri sorvegliano il progresso umano e offrono definiti e pianificati sistemi di insegnamento che conducono l’uomo dal regno umano al Regno di Dio; questo avanzamento sul Sentiero dell’Evoluzione che porta dal quarto al quinto regno può essere compiuto in modo consapevole, scientifico e con la concorde volontà e la cooperazione dell’aspirante. È tempo ormai di sostituire la fede con la conoscenza — in primo luogo una conoscenza acquisita attraverso l’accettazione di un’ipotesi, perché convinti che questa ipotesi è sostenuta da testimoni degni di fede e da un’esperienza comprovata. La mente razionale del discepolo esamina allora i successi e i fallimenti che incontra nella sua esperienza e impara le giuste lezioni; scopre che il progresso sul Sentiero porta al cosciente, intimo contatto con Quelli che l’hanno già percorso, e che la strada che porta alla Gerarchia è fatta di disciplina, di crescente illuminazione, di servizio al prossimo e di sempre migliore rispondenza a contatti e ad individui del tutto ignoti all’uomo comune. (Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. I, p.x).

E’ importante che vi rendiate conto che oggi sta accadendo qualcosa di nuovo. Emerge un nuovo regno di natura, il quinto; il Regno di Dio in Terra, o delle anime. Esso precipita sulla Terra e sarà composto da coloro che acquisiscono coscienza di gruppo e sanno operare in gruppo. Ciò sarà possibile perché avranno conseguito una perfezione auto-iniziata (anche se relativa), saranno identificati con certe espansioni di coscienza di gruppo, e perché amano il prossimo, così come hanno amato se stessi in passato. Riflettete con chiarezza su ciò, fratelli, e afferrate, se potete, il pieno significato di quest’ultima frase. (Ibid., pp.3).

Gruppi seme si stanno “ancorando esotericamente” nel campo mondiale, e comprendono coloro che possono rispondere alle forze più sottili e che - mediante la forza del loro pensiero chiaro in questo stadio dei procedimenti - possono produrre le condizioni (nelle tendenze e nei gruppi mondiali oggi esistenti) che consentiranno alle nuove scienze, ai nuovi accostamenti alla divinità, alla nuova educazione e ai nuovi metodi di trattare la situazione economica e i problemi politici, di precipitare e promuovere la crescita del Regno di Dio in modo tale che il quinto regno della natura possa essere un evento tangibile, reale e oggettivo sulla Terra..(Esteriorizzazione della Gerarchia, pp.90).

Il rapporto con Dio, tramite il Cristo, è sempre stato l’insegnamento delle guide spirituali del mondo, comunque l’abbiano chiamato. In futuro ci avvicineremo maggiormente e con più intelligenza alla sostanza vivente della Realtà e avremo una comprensione più precisa di questo rapporto finora percepito vagamente. Sapremo, vedremo e comprenderemo. Parleremo apertamente della Gerarchia, dei suoi membri e della sua opera. La natura gerarchica di tutte le Vite spirituali, e il fatto della grande “catena di gerarchie” che si estende dal regno minerale, attraverso quello umano e il regno di Dio, fino a gruppi spirituali apparentemente remoti, saranno messi in evidenza. Per le Vite spirituali si aprirà allora quella che è stata chiamata “la Via dell’Evoluzione Superiore”. Nel corso degli ultimi due secoli è stato comunicato molto su quest’argomento. Oggi il fatto dell’esistenza della Gerarchia è ammesso coscientemente da centinaia di migliaia di persone, sebbene sia ancora negato dagli ortodossi; il pubblico in genere ha familiarità con l’idea dell’esistenza dei Maestri, o accetta ingenuamente la massa d’informazioni futili e sciocche che oggi molti divulgano, oppure combatte furiosamente contro la diffusione di questo insegnamento. Altri hanno la mente abbastanza aperta per indagare se l’insegnamento è vero e per seguire le tecniche consigliate, con la speranza che l’ipotesi possa divenire una realtà. Quest’ultimo gruppo è sempre più numeroso, e con le prove che si stanno accumulando la fede potrà essere trasformata in conoscenza. Oggi, così tanti conoscono la verità; sono così tante le persone integre e degne che collaborano coscientemente con i Membri di questa Gerarchia, che le basi stesse degli antagonismi ecclesiastici e i commenti sprezzanti delle mentalità concrete non servono a nulla. Ciò che hanno da offrire il teologo ortodosso e il dottrinario limitato non soddisfa più il ricercatore intelligente, né basta a rispondere alle sue domande; egli trasferisce la sua fedeltà in aree più ampie e più spirituali. Si sottrae all’autorità dottrinale e passa all’esperienza spirituale personale e diretta, sotto l’autorità direttamente conferita dal contatto con Cristo e dai suoi discepoli, i Maestri. (Ibid., pp. 416-17).

I Membri della Gerarchia, sia negli stadi iniziali che più tardi, quando avverrà la vera esteriorizzazione, opereranno come membri della famiglia umana e non come membri proclamati del regno di Dio o delle anime, a noi noto come la Gerarchia; assumeranno funzioni di qualche tipo; saranno i comuni uomini politici, uomini d’affari, finanzieri, istruttori religiosi o ecclesiastici, saranno scienziati e filosofi, professori universitari ed educatori; saranno i sindaci delle città e i custodi di tutti i movimenti etici pubblici. La forza spirituale della loro vita, la loro saggezza chiara e pura, le misure sane e accettabili da loro proposte nei settori in cui decideranno di operare saranno tanto convincenti, che le loro iniziative incontreranno pochi ostacoli. (Ibid., pp. 570-71 ).

Altro alibi che conduce all’inerzia consiste nella paura di parlare di cose riguardanti il regno di Dio; si teme di essere derisi, di sembrare stravaganti o importuni. Perciò si tace perdendo molte occasioni e non scoprendo mai quanto gli uomini siano pronti a discutere sulla realtà, ad accogliere il conforto e la speranza che l’idea del ritorno del Cristo può arrecare, o a condividere la luce dello spirito. Essenzialmente, questa è una forma di codardia spirituale, ed è così diffusa da poterle imputare la perdita di milioni di ore di servizio al mondo..(Ibid., pp. 621).

L’obiettivo dell’evoluzione strettamente umana in questo ciclo planetario è la vista, che culmina in quella percezione spirituale che è il dono più importante che l’anima fa alla personalità quando è stato stabilito il contatto; essa trasmette il senso dell’amore attrattivo, indica la natura delle cose, rivela il mondo dell’anima e dà il gran dono della luce, della conoscenza e dell’illuminazione ultima. Queste sono le mete del mistico, dell’aspirante e del discepolo consacrato. Il massimo dono fisico è quello della vista, e lo stesso vale su una voluta più alta della spirale nel mondo dell’anima. Quando il discepolo ha conseguito un certo grado di visione ed è “in vista” della meta, può essere ammesso ad un Ashram, dove gli si può far conoscere la natura della rivelazione.

Gli uomini sono inclini a confondere la visione e la rivelazione e io cerco di chiarirvi un po’ la mente su quest’argomento; perciò la frase precedente è molto importante. Gli aspiranti sono portati a pensare che la meta verso la quale procedono è quella del contatto con l’anima, più una meta secondaria di posizione gerarchica e una terza di servizio. Questo però non è corretto.

La meta che sta di fronte all’aspirante è la coscienza della non-separatività e il riconoscimento dell’inclusività universale; la seconda meta è la capacità di rivelare la natura di questa realtà, l’Unità; la terza meta è la capacità di prendere, nei tre mondi, quelle misure che faciliteranno al genere umano l’apprendimento di questi elementi fondamentali. Noterete come quest’ultima definizione della meta rimuove inevitabilmente il fattore dell’interesse egoistico nella sua totalità. Si può dire perciò che la rivelazione riguarda l’Identità Una e niente altro. Il carattere pratico di questa verità si riconosce solo quando il discepolo tenta di fare due cose: di realizzarla individualmente e di portare la natura dell’unità planetaria e della non-separatività alle menti degli uomini, dovunque. (I Raggi e Le Iniziazioni, pp. 297-98).

Il discepolo, che rappresenta l’Ashram, deve rivelare all’umanità l’unità essenziale che è alla base di tutto il creato. Fa questo agendo, prima di tutto, quale un terso cristallo tramite cui tutti possano vedere la realtà dell’Identità Una mentre si manifesta in attuazione pratica.

Quando ha dimostrato, con le proprie parole e con la propria vita, di partecipare coscientemente a questa unità fondamentale, egli passa ai metodi ashramici di rendere ancora più evidente questa verità fondamentale. Potete vedere perché — come tecnica gerarchica — abbiamo portato all’attenzione del pubblico generale il fatto dell’esistenza del Nuovo Gruppo dei Servitori del Mondo. Esso mostra l’espressione pratica di un’unità esistente, basata sull’unità di movente, di riconoscimento, di orientamento (verso il mondo spirituale e verso il servizio all’umanità), di metodi e di idee. Tutto questo nonostante il fatto che generalmente non vi siano rapporti sul piano fisico e che non esistano né organizzazione né riconoscimento esterni. L’unità è soggettiva e, per questa ragione è inaccessibile a qualsiasi macchia di separatività. (Ibid., pp. 298-99).

Non è colpa dell’umanità se soltanto adesso è possibile che la significanza o essenza del proposito divino emerga più chiaramente nella coscienza del discepolo iniziato. È una questione di determinazione del momento nel tempo e di movimento nello spazio; riguarda la relazione della Gerarchia, operante col Piano, con Shamballa, il ricettore (per mezzo del Suono) dell’energia creativa che è divina intenzione spendere per produrre un’espressione perfetta dell’Idea divina. È alla conoscenza di questa relazione e dei suoi effetti, che si riferisce la prima parola della regola XIV.

Fu il palesarsi di questa significanza nella coscienza del Cristo — coscienza illuminata, purificata e divinamente focalizzata — che Lo costrinse a gridare: “Padre non sia fatta la mia volontà, ma la Tua”. Egli ricevette una visione dell’emergente intenzione divina per l’umanità e (mediante l’umanità) per l’insieme del pianeta. Nello stadio di sviluppo gerarchico che il Cristo aveva raggiunto e che lo aveva reso Capo della Gerarchia e Maestro di tutti i Maestri, la Sua coscienza era interamente tutt’uno con il Piano. Per Lui l’applicazione del Piano alla vita nei tre mondi, lo scopo del Piano d’instaurare il regno di Dio in terra e l’emergere del quinto regno di natura, diventavano adesso semplicemente l’adempimento della legge e tutta la Sua vita era stata e divenne diretta a quell’adempimento. Il Piano, la sua meta, le sue tecniche e i suoi metodi, le sue leggi e la loro applicazione, i suoi effetti fenomenici, gli impedimenti da sormontare, l’energia (quella dell’amore) da impiegare, e la crescente stretta relazione reciproca fra la Gerarchia e l’umanità, fra il centro del cuore del Logos Planetario e il centro creativo, Gli erano conosciuti e li comprendeva pienamente. Nel punto più alto di questa conoscenza ormai completata e nel momento del Suo pieno sottomettersi al necessario sacrificio della Sua vita per l’attuazione del Piano, ebbe luogo improvvisamente una grande espansione di coscienza.

La significanza, l’intento, il proposito di tutto ciò e l’ampiezza dell’Idea divina qual’era nella mente del “Padre” si palesò alla Sua anima (non alla mente, ma all’anima). Egli penetrò ancora più a fondo nella significanza o nell’essenza della divinità, di quanto fosse mai sembrato possibile; il mondo dell’anima e il mondo dei fenomeni svanirono ed Egli perse — esotericamente parlando — totalmente Ogni Suo Bene. Queste sono parole necessariamente senza senso per voi. Per il momento non gli furono lasciate né l’energia della mente creatrice né l’energia dell’amore. Divenne disponibile un nuovo tipo d’energia — l’energia della vita stessa, impregnata di proposito e mossa dall’intenzione. Per la prima volta l’importanza della volontà, che fino a quel momento si era espressa nella sua vita mediante l’amore e il lavoro creativo d’inaugurare la nuova dispensazione e di varare una volta per tutte il regno di Dio, gli divenne chiara. A quel punto passò per il Getsemani della rinuncia. (Ibid., pp. 289-90).

Di stadio in stadio, di crisi in crisi, da punto a punto e da centro a centro, la vita di Dio progredisce, lasciando dietro di sé una grande bellezza mentre passa da una forma all’altra e da regno a regno. Un conseguimento conduce ad un altro; dai regni inferiori è emerso l’uomo e (come risultato della lotta umana) apparirà anche il regno di Dio. Introdurre questo regno è tutto ciò che oggi concerne veramente l’umanità, e tutti i processi viventi nel genere umano tendono a preparare ogni singolo essere umano ad entrare in quel regno. Sapere che possono esistere manifestazioni più grandi perfino del regno di Dio, può essere motivo di ispirazione, ma questo è tutto. La manifestazione del regno di Dio in Terra, il preparare la via per il suo grande Inauguratore, il Cristo, il rendere possibile l’esternazione della Gerarchia sulla Terra, dà ad ognuno di noi e a tutti un compito pienamente adeguato e qualcosa per cui vivere e operare, per cui sognare ed aspirare. (Ibid., pp. 738).

Ora Egli è in attesa di discendere. La discesa nel nostro infelice mondo degli uomini non può offrirgli una prospettiva seducente. Dal quieto ritiro di montagna dove ha atteso, guidato e sorvegliato l’umanità, e dove ha istruito i suoi discepoli, gli iniziati e il nuovo gruppo di servitori del mondo, Egli deve uscire per prendere il suo posto sulla scena mondiale e svolgere il suo importante ruolo nel grande dramma che vi si recita. Questa volta non reciterà la sua parte nell’oscurità, come fece prima, ma davanti agli occhi del mondo intero. Grazie alla piccolezza del nostro pianeta, e grazie alla prevalenza della radio, della televisione e alla rapidità delle comunicazioni, Egli sarà osservato da tutti, e certamente questa prospettiva gli farà un certo orrore, gli presenterà le prove e gli adattamenti più importanti, oltre ad un’inevitabile esperienza penosa. Egli non viene come il Dio onnipotente creato dall’ignoranza dell’uomo, ma come il Cristo, fondatore del Regno di Dio sulla Terra, per completare l’opera che iniziò e per manifestare nuovamente la divinità in circostanze ben più difficili. (Esteriorizzazione della Gerarchia, pp. 607).

Che cosa è questa Chiesa del Cristo? Essa e costituita dall’insieme di tutti coloro in cui la vita o la coscienza cristica si è manifestata o sta per esserlo; è il complesso di tutti coloro che amano i propri fratelli, poiché l’amore del prossimo è una facoltà divina che rende membri della comunità del Cristo. Non è l’accettazione di un fatto storico o di un credo che ci mette in rapporto con il Cristo. Sono cittadini del regno di Dio tutti coloro che cercano deliberatamente la luce e (mediante disciplina spontanea) di giungere alla presenza dell’Unico Iniziatore. Questo gruppo universale (di cui fanno parte uomini incarnati e non incarnati) riconosce che “i figli degli uomini sono un essere solo” e che la rivelazione è continua e sempre nuova, e che il Piano divino si sta attuando sulla Terra. (Il Ritorno del Cristo, pp. 65).

Un giorno tutto sarà “Gerarchia realizzata” poiché la Gerarchia è uno stato di coscienza di cui l’aspetto vita, Shamballa, ne è il centro, e l’umanità è l’emanazione, l’influenza irradiante o l’aura, che stimola alla risposta gli altri regni di natura. (Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. I, pp. 757).

Si potrebbe dire simbolicamente che “la punta del triangolo ha la sua base nelle corti del Cielo (Shamballa) e che, da quel punto, due correnti di potere affluiscono nel regno dell’anima e nel cuore del discepolo. Così viene formata la Triade, e le energie vengono collegate al mondo degli uomini; così la volontà di Dio può manifestarsi e il Grande Signore, custode della Camera del Consiglio in questa sfera della Vita solare, può portare il Suo proposito nei gruppi sacri (gli Ashram, A.A.B.) e quindi alle menti degli uomini, perché i loro cuori sono protetti dal fuoco dell’amore”. Riflettete su questo testo antico. Esso si riferisce al ciclo che ci aspetta nell’immediato futuro e del quale il lavoro che sto cercando di realizzare è solamente una piccola parte vivente.

Perciò, mentre vi preparate per il processo di meditazione che intraprenderete durante l’anno prossimo, iniziate riflettendo sull’Ashram della Gerarchia stessa, sul suo rapporto con Shamballa, sulla sua costituzione, formata com’è da molti Ashram. Alcuni di questi lavorano sotto la direzione dei Chohan; altri sotto la direzione dei Maestri e alcuni sono ancora allo stato embrionale, venendo raggruppati lentamente dagli Adepti della quarta iniziazione. Volete fare uno sforzo per comprendere la vera natura di questo grande organismo spirituale vivente? Esso “sottostà” o sta alla base dell’organizzazione del mondo. Vedetelo come una crescente realtà vitale, la cui vita e potenza sono tali da poter sfondare o spezzare ogni organizzazione esterna limitatrice e, grazie alla forza della sua vita interiore, finalmente esteriorizzarsi.

Questa prossima esteriorizzazione dei gruppi che costituiscono gli Ashram dei Maestri (non per ora quelli dei Chohan, perché sono ancora fondamentalmente troppo potenti) sarà un processo graduale, ma col tempo ristabilirà i Misteri, metterà relativamente in evidenza le prime due iniziazioni come parte integrante della futura religione mondiale, familiarizzerà tutto il genere umano con la realtà del mondo soggettivo e, finalmente, porterà ai figli degli uomini più evoluti un lieve barlume di comprensione della Realtà essenziale che sottostà a tutti i fenomeni, permettendo una certa conoscenza del proposito di Shamballa e della volontà del Signore del Mondo. Ora l’umanità ha raggiunto un livello di sviluppo in cui afferra in modo preciso il Piano della Gerarchia; chiamatelo fratellanza, partecipazione, internazionalismo, unità o come volete. Questa è una constatazione crescente e reale ed è un riconoscimento generale da parte dei pensatori e degli esoteristi del mondo, delle persone religiose illuminate, degli uomini di stato di mente aperta e, attualmente, anche dell’uomo della strada; tuttavia, il proposito divino attuato o eseguito dalla volontà divina, sfugge ancora anche agli uomini più evoluti.

Il lavoro dei prossimi secoli determinerà dei cambiamenti in tal senso e questi saranno effettuati dal lavoro compiuto negli Ashram dei Maestri, guidati dagli Ashram dei Chohan, saldamente uniti nel grande Ashram della Gerarchia stessa, progredendo verso un rapporto sempre più stretto con la Grande Camera del Consiglio di Sanat Kumara, il Signore del Mondo in Shamballa. Tutto ciò dev’essere determinato sulla Terra dai discepoli, seguendo le istruzioni come quelle che vi do io ora e per mezzo della loro pronta collaborazione con i propri Maestri. Così facendo, verrà invocata l’immaginazione creativa del discepolo la quale, a sua volta, sarà condizionata e controllata dalla mente illuminata. (Il Discepolato nella Nuova Era, Vol. II, pp. 135-37).